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LA SOCIETÀ CORRE E I NOSTRI BISOGNI ? I NOSTRI DESIDERI?

dr.ssa Patrizia Maltratti

Una delle definizioni del bisogno è la necessità di avere ciò che manca ed è indispensabile.
Se ne deduce che il bisogno nasce nasca da un’ occorrenza dell’uomo strettamente necessaria alla sua
salute e al proprio benessere per un principio di “conservazione della specie” e “di conservazione
dell’individuo”.
Quando qualcosa ci viene privata, iniziamo a desiderarla. La conseguenza potrebbe essere che il
desiderio è la forma più matura del bisogno che è legato ad un soddisfacimento nel breve periodo. Il
desiderio, invece, spesso muta se mutano le nostre aspirazioni e fantasie.
Facciamo un esempio per essere più chiari: il bisogno di nutrirci può essere confuso facilmente con
il desiderio di mangiare ma soddisfare il bisogno di cibo e desiderare un cibo in particolare sono
due cose ben distinte. Questo ad esempio spiega il perché ognuno di noi ha i propri gusti ma tutti lo
stesso bisogno.
Sarebbe importante, quindi, fare questa distinzione perché si potrebbe evitare la conseguente
sensazione di frustrazione e insoddisfazione.
Se è un bisogno a non essere soddisfatto la conseguenza è più dolorosa e porta ad una
insoddisfazione più duratura ed alla tensione costante verso il suo soddisfacimento, se è un
desiderio, siccome a monte c’è un processo di costruzione, di volontà e di possibilità, posso sempre
rivedere le mie aspettative.
Mentre i bisogni fondamentali, una volta soddisfatti tendono a non ripresentarsi, i bisogni sociali e
relazionali tendono a rinascere con nuovi e più ambiziosi obiettivi da raggiungere che, secondo il
ragionamento sopra, potremo definire desideri.
Ne consegue che l’insoddisfazione, sia sul lavoro, sia nella vita pubblica e privata, è un fenomeno
molto diffuso che può trovare una sua causa nella mancata realizzazione delle potenzialità di cui
ognuno di noi è fornito.
Da qui l’importanza di conoscersi meglio e/o farci aiutare a conoscerci per cercare di uscire
dall’empasse dell’insofferenza.

 
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LA DEPRESSIONE: UNA POSSIBILE MINACCIA PER I NOSTRI RAGAZZI

dr.ssa Patrizia Maltratti

Secondo l’organizzazione mondiale della sanità un ragazzo su cinque soffre di qualche disturbo psichico. In
italia circa l’8% degli adolescenti soffre di depressione. E’ nell’età evolutiva che insorgono le prime
avvisaglie di disagi che però spesso vengono sottovalutati e non trattati perché questi disturbi fanno ancora
più paura quando ad essere colpiti sono i nostri ragazzi oltre al fatto che spesso nell’età dello sviluppo si
tende a pensare che sia più un disagio a livello familiare o sociale del ragazzo anziché sintomi di possibili
future malattie di carattere psicologico. Ovviamente i fattori ambientali possono avere una certa rilevanza
ma non sono da ignorare gli aspetti genetici e biologici. È quindi importante prevenire un disagio pscico-
sociale che potrebbe in età adulta portare a disturbi ben più rilevanti per quanto riguarda la sfera psichica.
Fa parte del ruolo di genitore non sottovalutare i problemi di questo tipo dei nostri figli magari per
vergogna o per pudore. Diventa, quindi, essenziale chiedere aiuto a persone competenti per rendere
l’eventuale percorso di cura il più tempestivo possibile.
A tal proposito segnalo un romanzo dal titolo”L’insalata sotto il cuscino”.
Sette racconti, sette storie di anoressia, depressione, ansia, ossessioni, compulsioni... I protagonisti dei
racconti ragazzi, adolescenti poco più che bambini, che nonostante la giovane età si misurano con disturbi
spesso invalidanti.
Questi racconti possono essere utili per far conoscere i disturbi che possono colpire gli adolescenti ed agire
in tempo per fornirli di strumenti che li aiutino a superare le difficoltà viste come insormontabili, difficolta
difficoltà che purtroppo negli anni possono portare a pensare “Non posso passare il tempo a cercare di
sopravvivere” come scrive Michele, ragazzo trentenne che ha preferito non vivere più attanagliato da
un malessere per lui insostenibile. Un ragazzo che ha vissuto come sconfitta personale quella che è invece
la sconfitta di una società sofferente che non valorizza i nostri ragazzi.