LEGATI SI E' LIBERI


Abbiamo trattato diverse volte la tematica delle relazioni nell’esistenza umana ("Sentirsi soli, come affrontare la solitudine", "Mi posso fidare di te") affrontiamo ora la relazione quando viene connotata da quei significati, che fanno si che diventi un legame, dove la persona a cui si è legati non è intercambiabile, ma unica; parliamo quindi di legami significativi.


Se osserviamo la definizione del termine legame che fornisce il Dizionario Treccani, si evidenzia l’aspetto di vincolo che compromette parte della libertà dell’individuo. Se ci fermiamo però, solo, su questo aspetto rischiamo di avere una visione riduttiva e parziale del legame, visto che la funzione fondamentale dei legami è, invece, proprio quella di contribuire al processo di identificazione, cioè la costruzione dell’identità e come vedremo meglio in seguito, solo una sana dipendenza può dare la piena libertà di poterci esprimere ed essere.


Un legame funzionale, è un legame fondato sulla reciprocità e sullo scambio, sulla possibilità di cedere parti di sé e prendere parti dell’altro/a senza perdere la propria unicità ma anzi costruendo il “NOI”, pensiamo ad esempio al “Noi di coppia,” al “Noi Famiglia” volgendo lo sguardo ai legami familiari o al “NOI Gruppo" dei legami sociali; un “Noi” che non si riduce alla semplice somma delle parti. Affinche ciò avvenga è necessario che il legame fornisca riconoscimento e rispecchiamento proprio delle nostre caratteristiche uniche, dei nostri bisogni, delle nostre aspettative.


Questa breve descrizione ci richiama immediatamente al legame familiare, il primo e più importante di cui abbiamo esperienza. E’ nel legame familiare che ci definiamo sia per omologazione sia per contrapposizione, è in famiglia che vengono soddisfatti bisogni e aspettative mentre altri vengono frustrati, che influenzeranno le successive relazioni. Nel legame familiare formiamo il bagaglio di miti e valori che cercheremo di perseguire, realizzare o mettere in discussione nei rapporti successivi. Il legame familiare è una palestra.

Come sappiamo, quando il legame familiare garantisce un attaccamento sicuro (Teoria dell’Attaccamento, J. Bowlby) che consente protezione, scambio e riconoscimento reciproco, noi avremo un’identità strutturata e solida che potrà legarsi, formare altri legami ed appartenenze senza il timore di perdere parti di sé. Quando non è avvenuto questo portiamo con noi nelle nostre relazioni ferite e fragilità che condizioneranno i nostri comportamenti e le nostre scelte e non saranno libere ma dettate da due convinzioni opposte e disfunzionali “Mi basto da solo”, che porta ad evitare il legame o “Ho paura a stare da solo”, che porta alla ricerca ossessiva di un legame senza tenere conto delle sue dinamiche e della persona con cui si è in relazione..in questi casi si è tutt’altro che liberi.


Se ci riconosciamo in una di queste due condizioni significa che l’area delle relazioni rappresenta per noi un’area di vulnerabilità a cui dovremmo prestare attenzione.

Impariamo allora ad ascoltare le nostre emozioni (paura di legarsi, paura della perdita, idealizzazione e svalutazione dell’altro ecc.), impariamo a riconoscerle e ad attribuire loro un senso nella cornice della nostra storia personale. Accettiamole, integriamole nella nostra esperienza per poter dare loro un significato diverso, primo fra tutti quello che i legami non sono tutti uguali e se anche un legame è stato dannoso o fallimentare questo non significa che lo saranno tutti. Abbiamo un ruolo attivo nella scelta e nella dinamica delle relazioni su cui possiamo intervenire. Cosi recuperiamo noi stessi e questo è si un’espressione di libertà.


Possiamo quindi affermare che il legame non è un vincolo ma una risorsa per l’individuo, che attraverso lo scambio reciproco e complementare può vivere una relazione autentica e intima, in cui il nostro ruolo è definito.



Dr.ssa Marzia Dileo




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