IL BULLISMO 2. Riconoscerlo, evitarlo e combatterlo

Aggiornamento: 4 feb




Nella parte 1 ( cliacca se vuoi leggerla) abbiamo visto cos’è il bullismo: una forma di esercizio di potere su qualcuno al fine di distruggerlo.


Abbiamo visto che “vittime si diventa” perché sono le condizioni come:


1. essere un competitor d’interessi (es. sul lavoro, in amore, in famiglia ecc…)

2. essere un competitor di risorse (es. potere, soldi, partners ecc…)

3. avere delle diversità (es. più brutto più bello, vestirsi in un modo “diverso” rispetto al gruppo di riferimento, fare un lavoro insolito…)

4. essere soggetti soli



Queste caratteristiche possono far diventare vittima chiunque e in qualunque momento (per approfondimenti parte 1)

Ci siamo quindi detti che tutti possiamo diventarlo e in ogni momento perché nella vita non si sa mai e ci possono essere elementi che ci rendono “diversi” senza che noi possiamo farci niente. Può succedere quando iniziamo un lavoro in un posto e con colleghi nuovi, se abbiamo una fisicità diversa… il fatto di diventare vittima comunque dipende da chi ci guarda e il bullo può attivarsi da un momento all’altro senza che ce ne accorgiamo perché è lui (possono essere anche più di uno) che ci prende di mira e decide di demolirci perché possiamo attivare in lui paure o rabbie che sono sue (es. può vederci, anche da un momento all’altro, ad esempio come un competitor professionale, in amore, familiare…) oppure perché cambiano i rapporti con il bullo come ad esempio equilibri nei rapporti di lavoro, storie d’amore per rimanere negli esempi.


Abbiamo anche già visto come funziona il giochetto del bullismo che è quello di mettere un’etichetta negativa sulla vittima (es. è scemo) per poi lavorare costantemente per convincere più persone possibile che sia così. Per farlo gli serve controllarla per poi agire in modo da creare situazioni o indurre il bersaglio a fare cose che la confermino.


Abbiamo visto 4 modi per riconoscere quando una persona è bullizzata (quindi possiamo anche capire se noi siamo bullizzati o ci stanno facendo diventare vittime) eccone altri 4 importanti:


1. viene sempre indicato ogni volta che sbaglia e mai quando fa qualcosa di giusto o bello;


2. se fa qualcosa di giusto o bello, viene sempre sporcato dandogli il significato di sbagliato o brutto/sporco;


3. vengono sottolineati sempre e solo i suoi difetti, le sue caratteristiche di diversità dandogli un significato negativo e di colpa;



4. viene boicottata ogni suo tentativo di fare qualcosa di buono o giusto;



Abbiamo visto 5 mosse micidiali dei bulli contro le loro vittime, eccone altre 5:



1. usare le confidenze della vittima per denunciarla trasformando lo sfogo verbale (sano) in “parlare male degli altri e quindi essere falsi”;


2. i bulli muovono le persone/il gruppo contro la vittima. Infatti una volta che hanno convinto le persone che qualcuno è così (scemo, cattivo, matto…) è molto difficile che cambino idea anche perché i bulli continuano a insistere per confermare quell’immagine “sporcata”. Ma possiamo divincolarci sapendo che ci stanno manipolando e vedere quello che non è.



3. fanno di tutto per infastidire la vittima e farla arrabbiare: delusioni continue, tradimenti di aspettative, torti (es. dicono cose che sanno la faranno soffrire come: “Hai visto che non ti hanno invitato alla festa?” Gli promettono o fanno intendere delle cose e poi all’ultimo non le rendono possibili: “Vieni alla festa domenica? La vittima dice di sì poi la spostano sabato quando sanno che la vittima non potrà andarci. La mettono in difficoltà boicottando le situazioni dandogli la colpa: “Ah scusa, non ti avevo detto che dovevi inserire un filmato nella presentazione del report. Però potevi chiederlo tu…”


4. cercano di mettere in bocca alla vittima cose cattive o brutte. Es. E’ proprio vero che tutti i commercianti di luculele sono degli assassini malefici…” La persona bullizzata, spesso sentendo l’aggressività del bullo, per evitare il conflitto risponde: “Sì, vabbeh sì, tutti i commercianti di Luculele sono dei malefici…” e magari dietro c’è un venditore di luculele o magari è in linea al telefono… così è la vittima che lo ha detto anche se indotto e per tutt’altro motivo (per non litigare) e di certo non lo pensa, ma conferma l’immagine di essere, ad esempio, una che odia.


La più importante è questa

quando i bulli hanno distrutto una vittima, passano ad un’altra e non è raro che possa essere proprio una di quelle usate per distruggere la vittima prima. Non puoi sapere quando e se diventerai vittima perchè lo decideranno loro indipendentemente da te ed ormai hanno sdoganato il metodo per farlo e sarà ancora più facile quindi.


Abbiamo visto 4 cose che possiamo fare per combattere il bullismo.

Il più importante è sapere, per togliersi ogni dubbio che: controllare qualcuno (quindi togliere la libertà) e condannare qualcuno (quindi giudicare soprattutto senza sentire tutte le campane e soprattutto quella della persona bullizzata) è sbagliato perché dietro c’è sempre un gioco di potere che vuole manipolarci e cattiveria e noi non possiamo sapere perché anche se può sembrarci plausibile o addirittura vero (la verità senza aver ascoltato le due campane non è mai la realtà delle cose).

Quindi, per combattere il bullismo non è ignorarlo, ma non farsi usare a fare o dire cose cattive o comunque brutte contro qualcuno che magari appena conosciamo. Un altro modo è aiutare le persone in difficoltà, rendersi disponibili anche in piccoli gesti e comunque non giudicarle, controllarle o dargli botte in testa.


Perché non alimentare il bullismo?


Se pensi:

“Affari suoi, si vede che se l’è meritato.”

Ricorda che magari non ora, ma sicuramente e per qualcosa che non potrai controllare, prima o poi il diverso lo sarai tu o magari lo sei già.

Ecco perché non dobbiamo sostenere il bullismo:


1 per giustizia sociale e civiltà,

2 per non essere noi stessi vittime



Nota. Speficifichiamo che, come ogni altro nostro articolo, anche questo ha conteuti trattanti fenomeni psicologici e sociali e che quidi non si riferiscono a fatti o persone in particolare. Se qualcuno si identifica ce lo faccia sapere che ne paliamo insieme per risolvere qualsiasi incomprensione.

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