IL BULLISMO 1. Riconoscerlo, evitarlo e combatterlo

Aggiornamento: 4 feb



Il bullismo è un fenomeno che cresce e mentre fino a poco tempo fa lo conoscevamo legato prevalentemente alle scuole, oggi sembra essere uscito dalle aule e investire ogni parte della nostra vita.


Cos’è?

La versione breve:

è una forma di esercizio di potere su qualcun altro con il fine di fargli del male, umiliarlo, distruggerlo.


La prima cosa da sapere è che “vittima si diventa e non ci si nasce”, per cui dobbiamo sapere che tutti possiamo diventare vittime, in ogni momento della nostra vita e in qualsiasi contesto.

Come?

Possiamo essere presi di mira da chi decide che possiamo essere un pericolo per il suo ruolo in quel gruppo e quindi sente che possiamo mettere in pericolo l’esercizio del suo potere/status o i suoi interessi che spesso non sappiamo (es. perché si viene percepiti come un concorrente con le amicizie, sul lavoro, in amore, per motivi economici…)

Le forme più comuni di bullismo?

A scuola per esempio contro una compagna o compagno

Sul lavoro contro un collega

In una comunità contro un membro della stessa (es. in una classe, in una squadra, in un gruppo di lavoro, in un quartiere, in un paese…)


Chi è il bullizzato?

La persona diversa. L’esempio classico è quella per colore della pelle o etnia, per il fisico (più grasso o magro), ma la diversità è spesso molto più sottile.

Il diverso può essere il più bello, sei diverso anche quando sei il più giovane, il più vecchio, se hai un genere diverso (es. una donna in un gruppo di uomini o viceversa), se ti trasferisci in una nuova comunità (quartiere, paese, nazione), fai un lavoro diverso dagli altri, hai un titolo di studio diverso dagli altri (es. essere diplomato tra laureati, ma anche laureato tra diplomati), sei single tra accoppiati…

Attenzione, questi sono elementi di rischio, che ti mettono quindi in una condizione per cui potresti essere preso di mira da qualcuno che potrebbe sentirti come un pericolo per sé. Se poi hai due o tre elementi che ti differenziano allora sei molto a rischio.


Come funziona il giochetto del bullismo?


Mettere un’etichetta, negativa, alla vittima (scema, incapace, cattiva…) e poi lavorare costantemente per convincere più persone possibili che la persona bullizzata sia come è stata designata: scema, incapace, cattiva, matta. Il classico proprio del bullismo è cercare di far credere a tutti che la persona sia malata: è anoressica, è bulimica, è handicappata, è pazza.




Come si riconosce una persona bullizzata? (4 punti base)


1 viene controllata in tutto e per tutto quello che è possibile perchè questo è l’elemento chiave che serve ai cattivi per bullizzare e perché, facendo azioni brutte alla vittima poi avranno anche la coscienza sporca che dovranno coprire.


2 viene fatto di tutto per emarginarla;


3 è costantemente messa in cattiva luce;


4 viene messa di continuo in condizioni di sbagliare con l’obiettivo di umiliarla spesso con il giochetto: “o perdi – o perdi” dove la vittima può scegliere solo tra due soluzioni in cui perderà o sarà danneggiata, in cui potrà scegliere se reagire e difendersi (passando dalla parte del torto) o chiudendosi in se stessa (passando da asociale) oppure, un altro esempio è scegliere tra passare da scema o passare da matta...


Le mosse micidiali dei maestri del bullismo contro le vittime:


1 il giudizio manipolatorio. I bulli mettono un’etichetta negativa sulla vittima: è scema, se la tira, è matta… sono le più frequenti. Così i bulli manipolano le idee delle persone intorno alla vittima ed hanno l’alibi per poter convincere gli altri ad aiutarli a bullizzarla. ATTENZIONE però che è una scusa. Non è il vero motivo, mai!


2 tenere sotto controllo stretto la vittima spiandola, ad esempio attraverso i social, diventando amici dei suoi amici, fidanzati ecc… per carpirne informazioni da usare poi contro di lei manipolare le sue intenzioni, portarla a sbagliare e mettersi in cattiva luce e isolarla, è l’unico vero motivo;


3 usare la tecnica “ad azione reazione”. Appena la vittima fa qualcosa, il bullo / i bulli fanno subito la mossa contraria: se avrà un successo reagiranno per fargli sbagliare qualcosa o farla fallire subito dopo o sporcheranno le sue azioni dandogli un significato negativo (es. Lo ha fatto per interesse, lo ha fatto perché è falsa…);


4 se qualcuno si avvicina alla vittima per amicizia o collaborazione subito i bulli andranno a dissuadere questo qualcuno a non essergli più amico minacciando per esempio: “Se diventi amico suo non sei più amico nostro.”


5 frasette tattiche: “O con noi o contro di noi” “Se non demolisci anche tu la persona ce la prenderemo anche con te” e queste spesso sono forme implicite, non dette chiaramente, ma è una paura che si può sentire chiaramente.


Cosa fare?


1 se ti parlano male di qualcuno tieni in considerazione sempre che possono esserci dei motivi/degli interessi (anche semplici paure, invidie, cattiveria) che non conosci per cui qualcuno vuole “demolire la persona di cui ti parla male” , quindi non crederci;


2 se ti chiedono di fare o dire qualcosa di antipatico o brutto a qualcuno che non ti ha fatto niente tieni presente che facilmente ti stanno manipolando la percezione di quella persona per raggiungere un loro scopo che non puoi conoscere e di solito non è quello dichiarato. Quindi non farlo;


3 se più persone ti parlano male di qualcuno tieni in considerazione che possono essere state manipolate da qualcuno senza accorgersene e fatti un’idea tua parlando con la persona bullizzata libero dal pregiudizio;


4 se senti rabbia, indignazione per una persona domandati perché se non ti ha fatto niente, potrebbero essere tue paure, oppure tuoi pregiudizi e comunque parlane sempre con lei, magari ti ha dato fastidio involontariamente. Es. le persone timide possono cadere spesso vittima di bullismo perché magari fanno fatica a salutare o sostenere una conversazione, oppure tendono ad avere un atteggiamento riservato che spesso possiamo interpretare come: “Se la tira” oppure: “E’ falsa perché ha comportamenti diversi con altri con cui ha più confidenza”


N.A. Come sempre sottolineiamo che gli articoli pubblicati parlano di fenomeni sociali in generale, non si riferiscono a nessuno in particolare, perchè il lavoro degli psicologi è quello di dargli lettura e fare delle proposte per migliorare la qualità della vita delle persone. Non sono quindi MAI giudizi verso nessuno e se qualcuno si identifica e pensa che si parli di lui/lei allora ci contatti in segreteria ne possiamo parlare senza nessun tipo di problema.


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