COME FUNZIONA LA NOSTRA MEMORIA?CON LE APP, HA ANCORA SENSO ESERCITARE / AVERE MEMORIA?



Ti è mai capitato di non ricordarti un nome, o dove hai messo la macchina, dove si trova quel posto di cui ti hanno parlato e in cui volevi andare?

Ecco, sono tutti piccoli esempi in cui la memoria fa cilecca.


E’ grave?


Dipende, come sempre per l’intensità e la durata e quindi in definitiva sull’impatto che ha sulla tua vita o di chi ti sta vicino. Cioè, se vivi sufficientemente bene lo stesso non preoccuparti, ma se vuoi capire meglio come funziona la memoria per migliorarla o usarla meglio beh, allora di seguito puoi trovare qualche dritta.

Ti faccio un brevissimo pappone su come in psicologia si interpreta la memoria così, giusto per inquadrarla, abbi pazienza ma ci sarà utile per capire.

Il modello di memoria che usiamo in psicologia si chiama modello modale della mente che si sono inventati dei colleghi negli anni sessanta (WAUGH e NORMAN,1965 e da ATKINSON e SHIFFRIN, 1968).


Cosa dice?


Prima cosa che dobbiamo prenderlo come una metafora e non come oro colato e poi che la memoria ha 3 depositi che si chiamano:

1. memoria sensoriale

2. memoria a breve termine

3. memoria a lungo termine

In ogni deposito viene contenuta l’informazione ed è a sua volta caratterizzato da:

A. funzione (il ruolo che ha nel funzionamento globale della mente)

B. capacità (la quantità che può contenere)

C. durata (per quanto tempo trattiene l’informazione)


Come funziona?


Ci sarebbero una serie di processi di controllo che sono: la ripetizione, la codifica ed il recupero che intuisci da solo cosa fanno.

Ti ricorda niente questo modello?

Immagino il tuo PC, smartphone ecc… esatto, infatti i nostri strumenti tenologici si basano proprio su questo principio.

Ecco allora perchè ci sono molto comodi e utili strumenti tecnoloici a cui possiamo delegare il ricordo dei numeri di telefono, dei cognomi delle persone che ci segnamo, l’appuntamento dal dentista o al ristorante…

Ma c’è di più le app non sono solo “serbatoi sostitutivi dei nostri” , ma fanno anche delle cose; il navigatore ad esempio limita la necessità, della conoscenza a memoria della geografia: dov’è Mantova ce lo dice la app, ci dà la distanza, il percoso, il tempo, i posti vicini… A che serve sovraccaricarci la testa di dati quindi visto che sono comunque limitati quelli che possiamo trattenere e soprattutto sempre parziali rispetto a quelli che può generare la app? Certo sarà utile ricordarci, meglio, sapere, che Mantova esiste e più o meno dov'è e le sue caratteristiche.


Lo stesso vale per vita morte e miracoli dei grandi personaggi storici, i pensatori…

Piuttosto che una grande quantità di dati mnemonici allora forse ci conviene avere l’abilità di metterne insieme il più possibile, una capacità creativa della conoscenza generatrice di idee che sappia mettere in correlazione il sapere trasversale.


Eccoci allora alla domanda se ci serve ancora oppure no la memoria, la risposta che mi do è: ci serve una nuova forma di memoria.

Sì perché non averne affatto non ci permette di far scoccare la scintilla che poi dà potenza al motore creativo così se noi conosciamo il pensiero dei filosofi, gli esempi della storia, le basi delle leggi delle diverse scienze potremo poi affidarci alla tecnologia per attingere, al bisogno, alle conoscenze più approfondite senza che sia necessaria essere tuttologi (impossibile per altro).


Ti faccio un ultimo accenno, credo utile, sulla memoria; la puoi pensare come un muscolo: più la alleni più diventa forte e viceversa, quindi, tanto per non rischiare troppo, io faccio che mi ricordo solo le cose a cui tengo o che mi interessano/servono nel breve/medio periodo ed il resto lo tengo lì come traccia che magari salta fuori dopo 1,2,5, 10 anni ed uso per avere nuove idee.

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